Iron Horse Sunday 2007

On marzo 20, 2013 by ZioSam
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Attualmente il marchio Iron Horse produce solamente mountainbike commerciali, di basso livello, le classiche bici che sono in vendita nei grandi magazzini o nei centri commerciali, ma il cuore di questa azienda è assolutamente racing, in sella ad una Iron Horse sono state scritte pagine importanti di storia della downhill mondiale. La Sunday in test è stata progettata per essere utilizzata in gara, da qui deriva il nome, Sunday, la Domenica  il giorno della settimana in cui si svolgono le competizioni. Utilizzata in gara nientedimeno che da Sam Hill, colui che l’ha portata hai vertici mondiali della specialità vincendo sia titoli mondiali che coppa del Mondo. Gli appassionati non si scorderanno mai l’anno 2007 nella tappa di Champey, in cui Sam Hill, a bordo della Sunday, mandò in delirio il pubblico, sotto il diluvio universale  riuscì ad arrivare a 1’e 63” di distacco da Matti Lehikoinen  che aveva fatto la run con la pista asciutta. A distanza di molti anni rimane una bici assolutamente competitiva, è reperibile solamente nei mercatini dell’usato a prezzi che possono variare da 1200 euro ai 2000 a seconda dell’anno di produzione e del montaggio.

ANALISI STATICA

Guardandola in posizione statica, la Sunday appare dalla linea semplice e pulita, l’ammortizzatore e i leveraggi sono posizionati in basso, in modo da contribuire a tenere basso il centro di gravità. Balsa subito all’occhio il movimento centrale ad una quota molto contenuta, 34,5 mm, Iron Horse è stata la prima azienda ad utilizzare una quota tanto contenuta, e negli anni, poco per volta è stata copiata da quasi tutti i produttori mondiali di bici. Telaio in alluminio, con canotto di sterzo da 1,5” e sospensione posteriore DW-Link con 200mm di escursione.

MONTAGGIO

La bici è stata montata in maniera molto intelligente, tutti i componenti sono di medio livello, mentre le sospensioni sono il meglio di quanto fosse reperibile all’epoca. L’ammortizzatore Romic Twin Tube, è sempre stato poco conosciuto e utilizzato, ma era decisamente superiore rispetto alla concorrenza di Fox e Manitou, era inoltre più leggero. La forcella Marzocchi 888 WC, la migliore di sempre, Marzocchi a 6 anni di distanza, secondo il mio parere, non è riuscita a mantenere quel  livello prestazionale, era veramente una gran forcella, la migliore Marzocchi che abbia mai provato.

 

IN SELLA

Seduti in sella si percepisce subito una distribuzione dei pesi perfetta tra anteriore e posteriore, la taglia M oggetto del test, viene consigliata  per biker di altezza compresa tra 170 e 185 cm, la quota di standover è molto contenuta, complice un movimento centrale rasoterra, l’angolo di sterzo, a differenza della attuali race bike è sensibilmente più chiuso.

IN CURVA

In curva la bici molto stabile, impressiona come la ruota posteriore sia incollata al terreno, questo rende la bici più difficile da capire, ma una volta presa la mano è veramente veloce. Conviene imparare ad affrontare certe curve con il peso completamente sulla ruota posteriore tenendo leggero l’anteriore sul terreno, oppure caricare con le braccia in maniera energica la ruota anteriore. Il triangolo molto slopato aiuta molto non creando mai ostacolo ai movimenti del biker.

Nelle staccate la ruota posteriore rimane incollata al terreno, la sospensione rimane perfettamente attiva,  a  ruota completamente bloccata si riesce comunque a girare la bici nelle curve più strette utilizzando solamente una frenata decisa con il posteriore.

SUI RILANCI

La Sunday sui rilanci eccelle, è la migliore bici mai provata, scatta veramente come una bici da XC, invoglia continuamente ad alzarsi sui pedali per spingere con vigore e la bici accelera in maniera decisa. Il DW Link fa bene il suo lavoro.

 

SULLE PIETRAIE

Sulle pietraie la Sunday richiede una certa esperienza, la sospensione lavora bene solo se la bici è lanciata a velocità sostenuta, la sensibilità non è al top, comunque accettabile, in questo contesto l’ammortizzatore Romic addolcisce molto il comportamento della sospensione, con un ammortizzatore di livello inferiore le prestazioni calerebbero drasticamente.

 

 

RUMOROSITA’

Cito la premessa delle rumorosità  per chi non ha letto gli altri test di Down-hill.it: “Questo è un argomento sempre trascurato dalle riviste che effettuano i test, ma invece è di fondamentale importanza. Esistono bici che vanno molto bene, ma sono rumorose,  questo comporta l’impossibilità di concentrarsi alla guida per portarle al limite. Una bici silenziosa consente a chi la guida di essere più concentrato e quindi andare più forte e in sicurezza”.

La Sunday è una bici piuttosto rumorosa, serve a poco ricoprire in gomma tutto ciò che rimane vicino alla catena, i rumori più fastidiosi provengono dai continui sbattimenti della ruota libera causati dall’allontanamento dell’asse della ruota dal movimento centrale durante l’affondamento, tipico delle sospensioni cosiddette a infulcro virtuale.

 

SALTI

Perfettamente bilanciata in volo, va particolarmente in crisi sui salti con atterraggio  pianeggiante, in questo contesto è indispensabile atterrare sulla ruota anteriore, altrimenti la sospensione non riesce ad assorbire l’atterraggio in maniera accettabile. Questo comportamento è ancora più evidente sui drop, soprattutto se molto alti.

APPUNTI

La Sunday è una bici difficile da gestire, il DW Link, eccelle per pedalabilità, ma non è il massimo per sensibilità ed assorbimento di urti importanti, tuttavia è risultata molto una bici molto veloce e performante.

 

CONCLUSIONI

A distanza di 6 anni la Sunday, rimane una bici competitiva e pronta per essere utilizzata con soddisfazione in competizioni di DH. Costringe chi la guida a doversi adeguare a comportamenti insoliti, ma ripaga dando con grandi soddisfazioni.

 

 

Samuele Grossini ZioSam

 

 

 

 

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